Queste sono una raccolta di domande frequenti che ci vengono fatte e che per comodità abbiamo raggruppato in questa pagina.
Sono più che altro dubbi o informazioni che possono interessare chi è nuovo del settore e sta muovendo i primi passi in questi campi (moda, televisione, spettacolo, pubblicità, ecc)
1) Quando occorre fare un book?
Un book è uno strumento essenziale che serve sia per vedere i lavori fatti da una persona che per valutare la fotogenia e la "duttilità" di una persona di fronte alla macchina fotografica.
Posto quindi il fatto che si tratta di uno strumento importante per poter accedere alla maggior parte dei casting, è naturale, ad ogni modo, che deve essere fatto solo da chi poi ha delle reali potenzialità di lavoro, sia come immagine che come reale motivazione e interessi, altrimenti sono soldi buttati.
2) Chi dovrebbe consigliare sulla convenienza di fare un book?
In teoria è l'agenzia a cui ci si rivolge che dovrebbe avere il ruolo di "consulente", ossia di valutare, caso per caso, le reali potenzialità di una persona e di consigliarla quindi sulla convenienza o meno di fare un book.
Purtroppo, la confusione che si è creata ultimamente è dovuta al fatto che molte agenzie considerano fare i book un vero e proprio business, consigliandolo a tutti in modo indiscriminato.
Ma attenzione a non cadere nella situazione opposta: il fatto che oramai sia una moda far fare book a tutti, nulla toglie al fatto che di per sè fare un book è il primo passo essenziale per avere delle reali opportunità in questo campo, premesso ovviamente il fatto che siate adatti a fare questo lavoro!
3) Quanto costa fare un book?
E' difficile rispondere a priori in quanto ovviamente dipende dal tipo di book, dal fotografo, ecc.
A grandi linee si può dire che un book "onesto" va dai 300 ai 600€.
Costi maggiori sono giustificati solo a fronte del fatto che il servizio offerto si stacca notevolmente dalla media.
4) Cosa comprende un book?
Un book solitamente comprende le seguenti cose:
5) Cosa sono e come funzionano i casting?
Per casting si intende la selezione di una o più persone per un determinato lavoro.
Solitamente vengono commissionati alle agenzie le quali poi si preoccupano di convocare le ragazze/i più idonee in base alla richiesta del cliente.
6) Come dovrebbe configurarsi il rapporto tra agenzia e aspirante "volto nuovo"?
Questo è un punto delicato che merita particolare attenzione.
Poichè non è questa la sede per discutere sulla serietà o meno di alcune agenzie, vogliamo qui solo far capite quali sono i possibili rapporti che si possono instaurare tra una agenzia e un ragazzo/a che si proponga ad essa.
Esistono fondamentalmente tre possibilità generali:
a - la ragazza/o è di assoluto interesse per l'agenzia e ha tutte le carte in regola per fare strada: in questo caso ovviamente è di tutto interesse dell'agenzia fare in modo che la persona resti legata a lei e questo può essere formalizzato da un contratto di collaborazione e/o di esclusiva.
E' ovvio capire che si tratta di una situazione molto rara, quando si scopre veramente un nuovo possibile talento da lanciare.
In questo caso l'agenzia si occupa, spesso a proprie spese, di fare tutto quanto necessario per rendere "operativa" la persona (book, corsi, ecc.)
b - la persona è interessante ma non c'è nessuna caratteristica talmente peculiare da giustificare la situazione di cui sopra: in questo caso l'agenzia non prende nessun impegno con la persona, semplicemente la inserisce nel proprio "schedario" in modo da essere proposta a clienti che ne facciano richiesta.
In una situazione di questo tipo, l'agenzia non si assume ovviamente nessun costo per dotare la persona degli strumenti idonei per lavorare (in particolare del book). Sarebbe come dire che una agenzia di lavoro temporaneo dovesse pagare alle persone che vanno a lasciare il loro curriculum i corsi di addestramento o i libri per studiare!!!
In questi casi, semplicemente una agenzia consiglia alla persona, se è realmente intenzionata a lavorare in questo campo, a dotarsi di quanto necessario per poter essere proposta.
Attenzione quindi: il fatto che una agenzia proponga in circostanze di questo tipo la realizzazione di un book non è cosa sbagliata nè di per sè una truffa!
E' una truffa invece se l'agenzia propone un book a persone che non hanno la minima speranza di lavorare o che assicurassero il lavoro solo dopo aver fatto il book.
c - la persona non ha alcun requisito per lavorare in questo ambito: in questo caso una agenzia seria dovrebbe subito sconsigliare alla persona di proseguire in questo ambito o di limitarne le possibilità a quei settori ove non sono richieste caratteristiche particolari.
7) Perchè alcune agenzie fanno pagare una quota di iscrizione?
Il discorso della quota annuale è un po' ambiguo, un po' come certe volte il discorso del book; ma come al solito la confusione e la diffidenza nascono non dal fatto che di per sè sia una cosa sbagliata, ma perchè spesso viene ingannevolmente usato da certe agenzie in modo indiscriminato.
Il discorso della quota annuale si riallaccia alla domanda precedente e si riferisce alla categoria intermedie di persone, ossia quelle interessanti ma che non stipulano nessun contratto con l'agenzia.
Per spiegare da cosa nasce il concetto di canone annuale dobbiamo fare un passo indietro e capire meglio come funzionano i casting.
Come tutti sanno, una agenzia guadagna (o dovrebbe) guadagnare principalmente dalle percentuali che prende dai lavori che fa fare ai propri iscritti, e questa quota solitamente oscilla dal 20 al 30%.
Per poter far lavorare i suoi iscritti, una agenzia viene contattata da vari clienti i quali fanno richieste abbastanza precise sul tipo di persone di cui hanno bisogno. A questo punto l'agenzia seleziona un certo numero di persone e le fa visionare al cliente (solitamente appunto tramite un casting).
Ora, è proprio qui che nasce il primo problema: se una agenzia potesse fare affidamento solo su ragazze/i decisamente professionali e altamente "selezionati", è naturale che la possibilità di soddisfare le esigenze del cliente sarebbero alte e quindi anche i possibili guadagni dell'agenzia.
Per professionalità si intende il fatto che, dopo essere state convocate, le persone si presentano sempre ai casting, che dimostrano di essere all'altezza del lavoro, ecc ecc ecc.
Il fatto è che, al di fuori delle persone che si è fatto rientrare nella categoria "a" della domanda di prima, tutti gli altri (ossia la maggioranza) sono ragazze/i che si propongono in questo campo spesso solo per provare, magari con pochissima o nessuna esperienza, che molto spesso neanche si presentano ai casting, ecc.
Questo ovviamente è un danno per l'agenzia, perchè non solo rischia di fare brutta figura con i clienti, ma deve spendere anche soldi e tempo per selezionare e avvisare volta per volta tutte le ragazze o i ragazzi per presentarsi al casting, senza neanche, ribadiamo, la certezza che poi questi vadano.
Da qui nasce un po' la logica del canone annuale.
Ossia, nel momento in cui l'agenzia ha detto chiaramente alla persona che non ha intenzione di fargli nessun contratto di esclusiva, si prende comunque l'impegno ad informarla e a mandarla ai casting, ma per lo meno a fronte di un minimo di "copertura" delle spese che necessariamente tutto questo comporta.
Come dire: "ti ho detto che non posso prenderti direttamente a lavorare per me ma tu ugualmente vuoi essere seguita/o da me come agenzia? Bene, però questo a me comporta dei costi che non posso sostenere io direttamente e quindi ti chiedo una quota annuale per essere ogni volta informata, chiamata, mandata ai casting, ecc."
Questo, ribadiamo, è spesso necessario perchè le ragazze/i che si propongono sono studenti magari già impegnati in altre cose, che si lanciano in questo campo solo per prova o giusto per tentare di fare qualche lavoretto, per cui non danno nessun affidamento di serietà e continuità all'agenzia........ per fare questo lavoro non è sufficiente avere un bel viso, ma come per tutti i lavori bisogna conoscere il mestiere ed essere assolutamente professionali in quello che si fa!
Come al solito poi molte agenzie (un po' come per i book), partendo da questo concetto corretto, lo hanno poi talmente stravolto da far pagare a tutti una quota (magari anche molto salata) promettendo che in questo modo assicurano un lavoro, il che ovviamente non è affatto vero.